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Il presupposto mancante, analisi filosofica tra scelta e ragione

EDITORIALE – Nel corso della storia del pensiero, la filosofia ha spesso indagato i presupposti impliciti che sottendono le nostre credenze, i nostri sistemi di conoscenza e le nostre pratiche sociali. Tuttavia, meno attenzione è stata dedicata ai “presupposti mancanti”, ovvero a quelle condizioni essenziali che, pur essendo necessarie per la coerenza e la completezza di un sistema concettuale, vengono trascurate, ignorate o rimosse.

Dal punto di vista epistemologico, il presupposto mancante si manifesta come una lacuna nella struttura logica di un’argomentazione o nella base empirica della conoscenza. In molte teorie del sapere, si assume tacitamente l’esistenza di determinati principi o categorie che, se messi in discussione, rivelano debolezze strutturali. Il caso classico è il problema dell’induzione sollevato da David Hume: la scienza si fonda sull’assunzione che il futuro somiglierà al passato, ma tale assunzione non può essere giustificata senza cadere in un circolo vizioso. Il presupposto mancante in questo caso è una giustificazione ultima per l’inferenza induttiva, che rimane inaccessibile.

 A livello ontologico, il presupposto mancante può emergere come un’entità o una condizione ontologica che una teoria presuppone implicitamente senza riconoscerla esplicitamente. Un esempio è l’Essere nella metafisica heideggeriana: la tradizione filosofica occidentale ha a lungo analizzato enti specifici, dimenticando la domanda fondamentale su ciò che significa “essere” in quanto tale. Questo “oblio dell’essere” rappresenta un presupposto mancante, la cui assenza limita la portata delle nostre riflessioni sulla realtà.

 Sul piano etico, il presupposto mancante può riferirsi a valori o principi che vengono dati per scontati ma che, se non esplicitati, possono generare incoerenze o ingiustizie. Nelle società moderne, per esempio, molti dibattiti sulla giustizia sociale assumono implicitamente che tutti gli individui abbiano pari opportunità, senza considerare le disuguaglianze strutturali che minano tale parità. Il mancato riconoscimento di queste condizioni costituisce un presupposto mancante che rende le teorie normative incomplete o inapplicabili nella realtà concreta.

L’analisi del presupposto mancante mette in luce le fragilità nascoste nei nostri sistemi di pensiero e nella nostra organizzazione sociale. Individuare e colmare questi vuoti non è solo un esercizio intellettuale, ma un compito fondamentale per il progresso della conoscenza, della giustizia e della comprensione del mondo. Solo attraverso una continua riflessione critica possiamo sperare di costruire teorie e pratiche più solide e coerenti.

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